DIGNITAS  PERSONAE

Grazie, Chiesa di Dio, Madre e Maestra, che ti prendi cura di tutti i tuoi figli a partire dal più piccolo, invisibile e più indifeso e senti “di dover dare voce con immutato coraggio a chi non ha voce. Il suo è sempre il grido evangelico in difesa dei poveri del mondo, di quanti sono minacciati, disprezzati e oppressi nei loro diritti umani»”. Grazie, Corpo visibile di Cristo Signore, nostra Maestra, che non fai mancare ai tuoi figli ed a tutti gli uomini amanti della verità la necessaria illuminazione delle nostre coscienze, perché possiamo discernere ciò che è buono e gradito a Dio e sforzarci di operarlo e ti sei “sentita in dovere di riaffermare la dignità e i diritti fondamentali e inalienabili di ogni singolo essere umano, anche negli stadi iniziali della sua esistenza, e di esplicitare le esigenze di tutela e di rispetto che il riconoscimento di tale dignità a tutti richiede;” avendo il coraggio di opporti “a tutte quelle pratiche che determinano una grave e ingiusta discriminazione nei confronti degli esseri umani non ancora nati, che hanno la dignità di persona, creati anch’essi ad immagine di Dio”. 

Come accennato nell’introduzione (l’istruzione è indirizzata ai fedeli e a tutti coloro che cercano la verità di tutto il mondo!) “ Al fine di regolamentare giuridicamente tali problemi,….” nell’ultimo decennio - in particolare in Italia - qualche menzogna ( cfr. Sanare infirmos n. 25, 3° quadrimestre 1996 pagg.37-40; Fecondazione artificiale? Parliamone ancora pag. 13; …), un po’ di confusione e tanti equivoci si sono diffusi riguardo alla fecondazione in vitro omologa, per cui una parola chiara ed inequivocabile del Magistero della Chiesa era da tempo invocata ( vedi La Voce n.13 del 7 aprile 2000), ed attesa per dissipare le tenebrose nubi che offuscavano lo splendore della verità. 

L’Istruzione Dignitas Personae della Congregazione della Dottrina della Fede risponde in pieno alle attese degli amanti della verità per la chiarezza del linguaggio, per la ricchezza dei contenuti e per la completezza degli argomenti trattati. Nella prima parte oltre alla esplicitazione di quanto già affermato nell’Istruzione Donum Vitae «Il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, esige il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all’essere umano nella sua totalità corporale e spirituale. L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita», mi colpisce positivamente – come sposo - il riferimento esplicito al matrimonio ed alla famiglia “L’origine della vita umana, d’altra parte, ha il suo autentico contesto nel matrimonio e nella famiglia, in cui viene generata attraverso un atto che esprime l’amore reciproco tra l’uomo e la donna. Una procreazione veramente responsabile nei confronti del nascituro «deve essere il frutto del matrimonio».” ” Dio, che è amore e vita, ha inscritto nell’uomo e nella donna la vocazione a una partecipazione speciale al suo mistero di comunione personale e alla sua opera di Creatore e di Padre. Il matrimonio cristiano affonda le sue radici nella naturale complementarietà che esiste tra l’uomo e la donna,………”. Questa parte si conclude con un richiamo a tutti gli operatori biomedici alla responsabilità etica e sociale del loro operato ricordando loro che “ il valore etico della scienza biomedica si misura con il riferimento sia al rispetto incondizionato dovuto ad ogni essere umano, in tutti i momenti della sua esistenza, sia alla tutela della specificità degli atti personali che trasmettono la vita.” 

Nella seconda parte si affrontano i nuovi problemi riguardanti la procreazione e vengono indicati i tre beni fondamentali, che nella cura dell’infertilità le nuove tecniche mediche devono sempre rispettare : “ a) il diritto alla vita e all’integrità fisica di ogni essere umano dal concepimento fino alla morte naturale; b) l’unità del matrimonio, che comporta il reciproco rispetto del diritto dei coniugi a diventare padre e madre soltanto l’uno attraverso l’altro; c) i valori specificamente umani 2 della sessualità, che «esigono che la procreazione di una persona umana debba essere perseguita come il frutto dell’atto coniugale specifico dell’amore tra gli sposi».” Da qui un no chiaro ed esplicito a tutte le forme di fecondazione artificiale in vitro ed in vivo sostitutive dell’atto coniugale (n.12). Si alle cure mediche e chirurgiche, che hanno come fine il restaurare le condizioni necessarie perché l’unione coniugale possa portare alla nascita di una nuova creatura (n.13).             Al n. 14 viene affrontata in modo esplicito ed inequivocabile la più seria, oscura e pesante delle nubi che si addensano sulle tecniche di fecondazione artificiale in vitro: ” L’esperienza successiva ha dimostrato invece che tutte le tecniche di fecondazione in vitro si svolgono di fatto come se l’embrione umano fosse un semplice ammasso di cellule che vengono usate, selezionate e scartate. …. Occorre tuttavia rilevare che, considerando il rapporto tra il numero totale di embrioni prodotti e di quelli effettivamente nati, il numero di embrioni sacrificati è altissimo ” ( nel 2006 – come si legge nella Relazione al Parlamento del M.d.S. del 30/4/2008 – dei 68.830 embrioni trasferiti in utero solo 5.508 sono nati vivi, mentre 63.322, il 92%, sono stati sacrificati. Delle 33.375 coppie che si sono sottoposte a fivet solo 4.384, il 13,13%, hanno potuto avere uno o più bambini in braccio !). Viene, finalmente, smascherata la menzogna più volte udita anche durante la campagna referendaria, che equiparava le innumerevoli perdite embrionali all’abortività spontanea delle gravidanze naturalmente insorte e viene denunciato l’uso puramente strumentale degli embrioni nel trasferimento multiplo. “Le tecniche di fecondazione in vitro in realtà vengono accettate, perché si presuppone che l’embrione non meriti un pieno rispetto, per il fatto che entra in concorrenza con un desiderio da soddisfare. Questa triste realtà, spesso taciuta, è del tutto deprecabile, in quanto «le varie tecniche di riproduzione artificiale, che sembrerebbero porsi a servizio della vita e che sono praticate non poche volte con questa intenzione, in realtà aprono la porta a nuovi attentati contro la vita».”(n. 15). Nel n. 16 viene ribadito ed ulteriormente motivato il concetto che “la procreazione umana è un atto personale della coppia uomo-donna che non sopporta alcun tipo di delega sostitutiva. La pacifica accettazione dell’altissimo tasso di abortività delle tecniche di fecondazione in vitro dimostra eloquentemente che la sostituzione dell’atto coniugale con una procedura tecnica – oltre a non essere conforme al rispetto che si deve alla procreazione, non riducibile alla sola dimensione riproduttiva – contribuisce ad indebolire la consapevolezza del rispetto dovuto ad ogni essere umano”. Dopo il no scontato al congelamento degli embrioni (n.19) viene affermata l’inaccettabilità morale della crioconservazione degli ovociti in vista di una successiva procreazione artificiale (n.20). Tale affermazione secondo me - non fa altro che rafforzare il no a qualsiasi tipo di fecondazione artificiale, anche quando si cerchi in ogni modo di ridurre al minimo il sacrificio degli embrioni. 

La seconda parte dell’istruzione si conclude con un chiaro ed argomentato no alla riduzione embrionale (n.21) ed alla diagnosi pre-impiantatoria (n.22) e con un pronunciamento esplicito ed inequivocabile “ Pertanto l’uso dei mezzi di intercezione e di contragestazione rientra nel peccato di aborto ed è gravemente immorale.” (n.23) sulle tecniche intercettive, che intercettano l’embrione prima del suo impianto nell’utero (pillola del giorno dopo; spirale, …) e contragestative, che provocano l’eliminazione dell’embrione appena impiantato (pillola del giorno dopo, RU486, .. ). 

Nella terza parte dell’istruzione dedicata alle nuove proposte terapeutiche che comportano la manipolazione dell’embrione o del patrimonio genetico umano abbiamo un no esplicito ed indiscutibile: - alla terapia genica delle cellule germinali,; - all’applicazione dell’ingegneria genetica per finalità diverse da quelle terapeutiche; - alla clonazione sia riproduttiva che cosiddetta terapeutica; - all’uso terapeutico delle cellule staminali embrionali; - a qualsiasi tentativo di clonazione ibrida . Questa parte si conclude con un invito alla coerenza rivolto ai ricercatori “Il dovere di evitare la cooperazione al male e lo scandalo, in realtà, riguarda la loro attività professionale ordinaria, che devono impostare rettamente e mediante la quale devono testimoniare il valore della vita, opponendosi anche alle leggi gravemente ingiuste. Va pertanto precisato che il dovere di rifiutare quel “materiale biologico” – …… – scaturisce dal dovere di separarsi, 3 nell’esercizio della propria attività di ricerca, da un quadro legislativo gravemente ingiusto e di affermare con chiarezza il valore della vita umana.

”Nelle ultime righe della conclusione “Dietro ogni “no” rifulge, nella fatica del discernimento tra il bene e il male, un grande “sì” al riconoscimento della dignità e del valore inalienabili di ogni singolo ed irripetibile essere umano chiamato all’esistenza. I fedeli si impegneranno con forza a promuovere una nuova cultura della vita, accogliendo i contenuti di questa Istruzione con l'assenso religioso del loro spirito, sapendo che Dio offre sempre la grazia necessaria per osservare i suoi comandamenti e che in ogni essere umano, soprattutto nei più piccoli, si incontra Cristo stesso (cf. Mt 25, 40). Anche tutti gli uomini di buona volontà, in particolare i medici e i ricercatori aperti al confronto e desiderosi di raggiungere la verità, sapranno comprendere e condividere questi principi e valutazioni, volti alla tutela della fragile condizione dell’essere umano nei suoi stadi iniziali di vita e alla promozione di una civiltà più umana.” è indicato il compito, che la Chiesa ci affida per il prossimo futuro: far conoscere ed accogliere il contenuto dell’Istruzione a tutti i fedeli per poter insieme ricostruire “una nuova cultura della vita”. 

Come ginecologo ho l’opportunità di cogliere con più facilità l’urgenza e l’improcrastinabilità di questo impegno di illuminazione e cura delle coscienze: non sono pochi i colleghi, che pur dichiarandosi praticanti non colgono la gravità morale della fivet proponendola senza alcun problema alle coppie; sono numerosi i colleghi, che non si pongono alcun problema morale nel prescrivere la pillola del giorno dopo o nell’inserire nell’utero di una donna la spirale. Una disinformazione simile, se non ancora più grave, troviamo nelle coppie che si sottopongono alle tecniche di fecondazione artificiale o nelle coppie di giovani o meno giovani che chiedono la pillola del giorno dopo. Da qui la necessità di un’azione a vasto raggio di tutta la pastorale parrocchiale, che deve prendersi realmente cura dei suoi figli illuminando le loro coscienze su temi di così vitale importanza, un compito speciale spetta alla pastorale giovanile (più della metà delle 370.000 confezioni di pillola del giorno dopo vendute in Italia nel 2007 sono state acquistate da giovanissime !) , alla pastorale familiare (chi si sposa in Chiesa non può ignorare l’Insegnamento della Chiesa sull’amore coniugale, la trasmissione della vita e sulla famiglia !) ed alla pastorale sanitaria ( il cui primo compito è la formazione spirituale degli Operatori Sanitari). Confortati da quanto affermato nell’Istruzione, che ci conferma di aver operato in piena sintonia con l’autentico Magistero della Chiesa in questi decenni, cercando di essere sempre fedeli alla Verità, che abbiamo sempre proposto (vedi La fecondità Umana ) anche a costo di essere emarginati!, siamo stimolati a continuare – pur tra innumerevoli difficoltà - con sempre maggiore amore e passione il nostro servizio offrendo ai giovani ed alle coppie l’aiuto necessario per poter osservare i comandamenti del Signore. 

Angelo Francesco Filardo Centro “Amore e Vita “ Foligno 

Foligno, 14 dicembre 2008 – III Domenica di Avvento