40° ANNIVERSARIO HUMANAE VITAE

Humanae vitae. 40° anniversario dell’enciclica 

Per celebrare il 40° anniversario dell’enciclica Humanae vitae abbiamo pensato di testimoniare come questa enciclica abbia plasmato la nostra vita, illuminando il mio cammino di futuro medico ed il nostro di fidanzati e sposi cristiani, ed indicandoci il compito da svolgere nella Chiesa e nella società in cui siamo stati chiamati a vivere e ad operare. Come medico mi sono sentito interpellato dal n. 24 dell’enciclica: “Vogliamo ora esprimere il nostro incoraggiamento agli uomini di scienza, i quali possono dare un grande contributo al bene del matrimonio e della famiglia e alla pace delle coscienze, se, unendo i loro studi, cercheranno di chiarire più a fondo le diverse condizioni che favoriscono una onesta regolazione della procreazione umana”, che ha determinato, anche, la scelta della mia specializzazione in Ostetricia e ginecologia. Partecipando nel dicembre 1978 al I Corso nazionale sul metodo Billings, tenutosi all’Università Cattolica di Roma, in occasione del X anniversario dell’Humane vitae, abbiamo approfondito ed interiorizzato l’insegnamento di questa enciclica ed incominciato a comprendere il suo valore profetico e la sua urgente necessità per la salvaguardia dell’umanità dell’amore coniugale. Abbiamo non solo compreso ed accolto il significato del n. 12: “ Tale dottrina, più volte esposta dal magistero della chiesa, è fondata sulla connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che l’uomo non può rompere di sua iniziativa, tra i due significati dell’atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo . Infatti, per la sua intima struttura, l’atto coniugale, mentre unisce con profondissimo vincolo gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite, secondo leggi iscritte nell’essere stesso dell’uomo e della donna. Salvaguardando ambedue questi aspetti essenziali, unitivo e procreativo, l’atto coniugale conserva integralmente il senso di mutuo e vero amore ed il suo ordinamento all’altissima vocazione dell’uomo alla paternità . Noi pensiamo che gli uomini del nostro tempo sono particolarmente in grado di afferrare quanto questa dottrina sia consentanea alla ragione umana”, ma anche potuto constatare che ogni coppia di sposi aveva già a disposizione dei metodi naturali che le permettevano di vivere serenamente e pienamente la propria vita coniugale ed attuare una onesta procreazione responsabile. 

Collaboratori di Dio 

Scoprirsi concreatori, collaboratori di Dio Padre nella trasmissione della vita ai nostri figli, ministri e non padroni della vita; scoprire l’alta dignità riconosciuta dal Magistero all’intima unione degli sposi, ci ha riempiti il cuore di gioia e di responsabilità! La partecipazione a quel primo Corso ci ha fatto capire il servizio che come coppia ci era chiesto: “Ad essi (a noi sposi cristiani) il Signore affida il compito di rendere visibile agli uomini la santità e la soavità della legge che unisce l’amore vicendevole degli sposi con la loro cooperazione all’amore di Dio autore della vita umana” (HV n. 25). Negli anni successivi abbiamo partecipato a tutti gli incontri, convegni, corsi, seminari organizzati dal Centro nazionale e continuiamo a prodigarci per trasmettere quanto scopriamo negli ambienti in cui operiamo, nonostante spesso sperimentiamo una solitudine simile a quella vissuta dal servo di Dio Paolo VI il 25 luglio 1968 e nei mesi successivi. In particolare avendo chiaro fin dall’inizio che “come l’essere persona eleva la dignità dell’uomo al di sopra di ogni essere vivente e rende la sua vita sacra ed intangibile, così lo stesso essere persona connota in modo particolare la sessualità umana, per cui ogni tentativo di disgiungere il suo aspetto unitivo da quello procreativo è un attacco alla dignità stessa della persona umana”, abbiamo cercato di far comprendere che non si può ricostruire una cultura della vita senza un’educazione all’amore fecondo e responsabile specialmente delle nuove generazioni. In questa direzione va l’incontro di sensibilizzazione sulla Pnf in appendice al VI Convegno nazionale dei Cav (Foligno 1986) e la diffusione del nostro opuscolo La fecondità umana all’interno dei Mpv e dei Cav (1996). A tutte le coppie e le donne che da 30 anni incontriamo – sia nello studio medico, dove non ho mai prescritto pillole a scopo contraccettivo, che nel centro “Amore e vita” – proponiamo ed insegniamo con fiducia il metodo Billings con la consapevolezza di offrire loro non una tecnica ma un valido aiuto per poter vivere in modo pienamente umano e gioioso la loro donazione reciproca secondo le necessità del momento (distanziando, evitando, o cercando una possibile gravidanza) , mantenendo il loro cuore sempre aperto all’accoglienza del dono di una nuova vita, e per poter – in caso di bassa fertilità o di sterilità coniugale - coronare il loro desiderio di un figlio senza ricorrere a tecniche non rispettose della dignità e della vita umana, come noi stessi abbiamo potuto sperimentare direttamente in occasione del concepimento del nostro primo figlio ed indirettamente con la prima coppia da noi incontrata e con altre coppie che si sono rivolte al nostro Centro per essere aiutate a conseguire una gravidanza. 

Le attuali urgenze 

Per una casuale (?) coincidenza a dieci anni di distanza, il 25 luglio 1978 è nata Louise Brawn, la prima bambina concepita in provetta! Dopo di lei nel mondo ne sono nati altri tre milioni, mentre nello stesso tempo più di 37 milioni e 500 mila bambini sono stati esposti a morte certa per poter ottenere i tre milioni di bambini nati vivi! Se a queste vittime aggiungiamo i circa 985.486 concepiti, che secondo le stime più ristrette, sono stati cripto-abortiti in Italia nel 2006 per l’uso della spirale, della pillola estro-progestinica e della pillola del giorno dopo, ci possiamo rendere conto di quanto sia urgentissimo – senza perdersi in disquisizioni che 40 anni di storia hanno dimostrato speciose e perniciose - riprendere tra le mani questa enciclica e tutto il successivo Magistero petrino sull’amore coniugale, la sessualità e la vita per poter ricreare una sana e vera cultura dell’amore e della vita e porre un argine sicuro e valido alla banalizzazione della sessualità umana e alla mercificazione della persona umana. 

      Concetta e Angelo Francesco Filardo, Centro “Amore e vita” Foligno